venerdì 12 giugno 2020

DOVERI MORALI SECONDO LEOPARDI - STEP#20

"La natura in quanto natura assoluta e primitiva non ci ha dato idea di altri doveri che verso noi stessi, ed ha limitato le norme del giusto ai rapporti che l'animale ha con se stesso. Già verso gli animali d'altra specie non è dubbio che la natura non ha dettato nessuna regola di onestà e di rettitudine, perché l'uomo non prova nessuna ripugnanza nel far male agli altri animali anche senza suo vantaggio  e per mero diletto, come a uccidere una formica.. . E gli altri animali si pascono bene spesso di animali di altra specie l'uomo assolutamente primitivo, non sente ingenitamente nessuna colpa a fare male a' suoi simili per suo vantaggio, come non la sentono gli altri animali, che maltrattano, combattono, e alle volte anche si cibano dei loro simili, ed anche (sento dire) dei propri figli. In quanto però alla figliuoanza è certo che la natura ha dettato alcune leggi, o siano di semplice amore e inclinazione libera, o sieno anche sentimenti di dovere; ma non perpetui; solo fino a un certo tempo è verosimile che non riconoscano affatto i propri figli, massime quegli animali che ogni anno e producono più di uno. e così avverrebbe all'uomo se il figlio arrivato all'età di provvedersi da se, si separasse dai genitori, e questi l'uno dall'altro, come fanno gli animali. Giacché la necessità del concubito prohibire vago, non prova nulla in favore della società, perché anche gli uccelli si fabbricano il talamo espressamente e convivono con legge di matrimonio finché bisogna all'educaz. sufficiente dei prodotti i quel tal matrimonio, e nulla più; e nonper questo hanno società. Nè la detta necessità, riguardo all'uomo, si estende più oltre di questo naturalmente, ma artifizialmente, e a posteriori, cioè posta la società, la quale necessità la perpetuità de' matrimoni, e la distinzione delle famiglie e delle possidenze."

https://books.google.it/books?id=X7HMDwAAQBAJ&pg=PT541&lpg=PT541&dq=zibaldone+rettitudine&source=bl&ots=iQTG6IWhFQ&sig=ACfU3U0u3Fi1kfY5t2GKACATHT3FIZlcBQ&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwi3-cSK9_zpAhUVwcQBHTctDCUQ6AEwAXoECAkQAQ#v=onepage&q=zibaldone%20rettitudine&f=false
UTOPIA E COSCIENZA - STEP#19

Il termine utopia viene usato per indicare società idilliache o ipotetiche, è una sorta di teorizzazione su come si potrebbe organizzare in modo ideale una società, uno stato, una comunità o una parte di essa. 

Il termine utopia deriva dal greco e significa letteralmente nessun-luogo, un luogo che non esiste.

La funzione di un'utopia può essere quella di criticare (costruire un sistema utopico può far vedere come l'organizzazione attuale sia lontana da esso), oppure può essere quella di dare speranza agli uomini, convincendoli che una società migliore è possibile, infine può avere la funzione di guida (ossia fissare come obbiettivo qualcosa di perfetto e ideale per garantire un progresso continuo).

Abbinare una visione utopistica al termine coscienza può essere molto importante! La coscienza infatti è qualcosa che muove ogni giudizio, pone domande all'essere e lo interroga su ciò che è bene e su ciò che è male. 
Se pensiamo ad esempio alla crisi climatica dei nostri tempi, possiamo ben capire che immaginare un futuro in cui città come Venezia saranno sommerse, bellezze come la Grande Barriera Corallina non esisteranno più, animali come gli orsi polari saranno estinti, è quasi impossibile, eppure se non ci muoviamo adesso questo sarà il nostro futuro. 

Ciò che possiamo fare è immaginare un futuro in cui tutto ciò non accadrà e porlo come nostro obbiettivo, cercando di raggiungerlo cominciando nel nostro piccolo; solo così possiamo avere speranza che la crisi climatica si potrà fermare e le nuove generazioni potranno vivere tutto ciò che noi ancora viviamo, e per realizzare una tale utopia c'è bisogno di una grande presa di coscienza da parte di tutti! 



mercoledì 10 giugno 2020

STEP#18


Heidegger fu la prima grande figura dell’esistenzialismo contemporaneo. Venne influenzato da Husserl, al quale dedicò la sua opera Essere e Tempo.

Per Heidegger la morte per l’uomo non è un termine finale, essa è per l’esserci la possibilità più certa, più incondizionata e insuperabile. Soltanto nel riconoscere la possibilità della morte, l’uomo ritrova il suo essere autentico e comprende veramente se stesso. L’angoscia è la situazione emotiva che accompagna la consapevolezza della morte, essa colloca l’uomo davanti al nulla. L’uomo però non deve avere paura della morte, anche perché fuggire di fronte alla morte fa parte dell’esistenza anonima e inautentica. L’uomo che vive la vita autentica deve scegliere di vivere per la morte, deve essere-per-la-morte. Questo però non vuol dire che l’uomo deve cercarla con il suicidio e non deve essere neanche un’attesa, perché anche l’attesa mira alla realizzazione. La morte è la certezza alla quale non possiamo sottrarci ed è anche la possibilità che rende impossibili le altre possibilità. L’uomo farà le stesse cose che faceva prima, ma con una nuova consapevolezza. Colui che vive la vita autentica non se la prende per cose inutili, perché ha sempre in mente l’atto conclusivo. Questo lo libera dall’angoscia, dalla noia e dall’anonimato, ossia dalla vita inautentica. 
La voce delle coscienza: è l’Esserci che comprende la propria nullità:
  1. Nel fatto che l’uomo pur essendo fondamento di se stesso, grazie al progetto non può essere fondamento del proprio fondamento, ossia del proprio essere.
  2. Nel fatto che l’uomo nel progettare determinata possibilità, ne esclude e ne nega altre. Questo coincide con un senso di colpa che spinge l’uomo a decidere per il nulla.

"Un'analisi approfondita della coscienza la rivela come una chiamata. Il chiamare è un modo del discorso. La chiamata della coscienza ha il carattere del richiamo dell'Esserci al suo più proprio poter essere e ciò nel modo del risveglio al suo più proprio essere-in-colpa [...] Alla chiamata della coscienza corrisponde un sentire possibile. La comprensione del richiamo si rivela come un voler-avere-coscienza [...] Inoltre non dobbiamo dimenticare che il discorso, e quindi anche la chiamata, non implicano necessariamente la comunicazione verbale [...]. Quando l'interpretazione quotidiana parla di una 'voce' della coscienza non intende alludere a una comunicazione verbale che, difatti, non ha luogo; Nello sforzo di aprire, proprio della chiamata, c'è un momento di urto, di brusco risveglio. Chi è chiamato, lo è dalla lontananza."

lunedì 8 giugno 2020

STEP#17

A Azione
B Buonsenso
C Comportamento
D Dormiente
E Environment
F Freud
G Giustizia
H Hegel
I Importanza
L Lucidità
M Moralità
N Nazionalismo
O Onirico
P Psiconalisi
Q Quorum
R Ragione
S Sviluppo
T Trascendentale
U Universo
V Verde
Z Zeno
STORIA DI UN CORPO - STEP#16



All'età di 12 anni, il protagonista viene legato ad un albero da altri ragazzi ad un campo scout: in quell'occasione, dopo essersi defecato addosso, decide di superare le proprie paure imparando a conoscere il proprio corpo. Inizia quindi a scrivere un diario, in cui racconta del rapporto col padre malato e con la madre isterica, del modo in cui decide di metter su massa muscolare ispirandosi alle tavole anatomiche del Larousse ma anche delle sue prime esperienze sessuali e sentimentali, il tutto descritto attraverso le sensazioni che il suo corpo prova. Con l'avanzare dell'età, il corpo del protagonista è in decadimento: prima l'acufene a cui riesce ad abituarsi, poi i problemi di digestione e alla prostata, infine gli ultimi giorni di agonia: nessuna sensazione corporea viene esclusa da questo diario.
STEP#15

Ecco alcune frasi in memoria di Donella Meadows, che ancora oggi riecheggiano nella nostra coscienza:




"Prima le persone inizieranno a desiderare una stabilità economica e ambientale che sia anche sostenibile sul lungo termine, migliori sono le possibilità di farcela."

"Quando le si chiedeva se abbiamo abbastanza tempo per prevenire la catastrofe, lei rispondeva sempre che di tempo ne abbiamo esattamente abbastanza, iniziando da adesso."

"Ci saranno sempre dei limiti dello sviluppo. Possono essere auto-imposti, ma se non lo sono, saranno imposti dal sistema. Nessuna entità fisica può crescere per sempre. Se i manager delle aziende, i governi, gli esseri umani non scelgono, e non si impongono i propri limiti, per contenere lo sviluppo all’interno delle capacità dell’ambiente, allora sarà l’ambiente a scegliere di far valere i limiti."

"La risorsa più scarsa non è il petrolio, nè i metalli, l’aria pulita, il capitale, il lavoro o la tecnologia. È la nostra volontà di ascoltarci e di imparare l’uno dall’altro, e di ricercare la verità anzichè cercare di avere ragione"

STEP#14

Black Lives Matter: Torino scende in piazza per George Floyd

Flash Mob in piazza Castello per ricordare l'afroamericano  ucciso dalla polizia il 25 maggio scorso. Presenti oltre 2000 persone che hanno gridato «no al razzismo».

Torino scende in piazza per ricordare George Floyd, l'afroamericano ucciso lo scorso 25 maggio dall'agente della Polizia di Minneapolis, Derek Chauvin. Al grido di «Black Lives Matter» circa 2.000 persone si sono ritrovate in piazza Castello, pur nel rispetto delle regole di distanziamento, rimanendo in silenzio per 8 minuti e 46 secondi, tanto quanto è durata l'agonia del 46enne soffocato dal ginocchio dell'agente Chauvin premuto sul collo. Scopo del flash mob è stato quello di mostrare vicinanza alle proteste scoppiate in America ma anche e soprattutto un’occasione per ribadire con forza l'impegno contro ogni forma di razzismo e di discriminazione.

SINTESI - STEP#24 Il termine coscienza ( dal latino conscientia ) indica la consapevolezza che il soggetto ha di sé stesso e del mondo est...