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domenica 14 giugno 2020

SINTESI - STEP#24

Il termine coscienza (dal latino conscientia) indica la consapevolezza che il soggetto ha di sé stesso e del mondo esterno con cui è in rapporto. Il termine nel corso della storia ha però assunto ulteriori significati, infatti in base all'ambito a cui esso è riferito, la definizione si scosta da quella di pura consapevolezza.


Nella filosofia si tratta di una nozione in cui l'aspetto morale si connette strettamente con l'aspetto teoretico; nella filosofia antica ad esempio Platone parla di opinione come il dialogo interno dell'anima con se stessa. Nella filosofia moderna vi è un'autoevidenza esistenziale dell'io come soggetto, fondamento di ogni altra evidenza, cioè di ogni conoscenza valida (Locke afferma ad esempio che la filosofia non è altro che l'analisi della coscienza e non può fare un passo al di là di essa). Nella filosofia contemporanea invece ad esempio con Heidegger vi è un'eliminazione della nozione tradizionale di coscienza, egli infatti adopera il termine trascendenza come essenza stessa della soggettività umana e trascendere verso il mondo significa fare del mondo stesso il progetto dei possibili atteggiamenti e delle possibili azioni dell'uomo.


La psicologia tende ad analizzare strutture e processi collegati al concetto di coscienza sulla base di problematiche riferibili a metodi di ricerca empirica, sperimentale e clinica. 


In etica è la capacità di distinguere il bene e il male e di agire di conseguenza. Questo tipo di coscienza è molto importante, ancora oggi la lotta fra il male e il bene si inserisce in tristissimi fatti di cronaca. Inoltre la consapevolezza di noi inseriti in una comunità e di doverci comportare in modo da non recare danni agli altri è coscienza del presente.


Nell'ingegneria il termine si abbina molto bene a quelle ingegnerie che hanno come obbiettivo minimizzare i contrasti che lo sviluppo economico ha con l'ambiente


Si può parlare di coscienza nel cinema e nella letteratura..


Il termine coscienza con tutte le sue accezioni si può ritrovare in libri, dipinti, poesie, pubblicità.. 


E per capire ancora meglio il significato del termine in questo blog vi è un abbecedario.




"non sono né i miei pensieri, né le mie emozioni, né le mie percezioni sensoriali, né le mie esperienze. Io non sono il contenuto della mia vita.

Sono lo spazio nel quale tutto si produce.

Sono la coscienza. Sono il presente. Sono."

Eckhart Tolle

MAPPA CONCETTUALE - STEP#23


venerdì 12 giugno 2020

STEP#22

EPISODIO 1

Nina è sull'isola da anni, così tanti che non si ricorda neanche più la sua vita prima di quel naufragio.. Si ricorda soltanto il viso di suo papà che quando si erano ritrovati nella tempesta le aveva detto che sarebbe andato tutto bene, e effettivamente era andato tutto bene, si erano riusciti a salvare e, anche se  era impossibile lasciare l'isola, a poco a poco si erano adattati. Erano riusciti a costruirsi una casa accogliente, avevano organizzato un bell'orto, erano riusciti ad allevare alcuni animali.. Nina era cresciuta in riva al mare, tra le boscaglie di un'isola deserta chissà dove. Nel momento del naufragio avevano perduto tutto, non avevano avuto nessuna possibilità di contattare la terra ferma, si erano semplicemente ritrovati sdraiati sotto il sole cocente su una spiaggia dopo che una tempesta li aveva travolti. Subito dopo il quattordicesimo compleanno di Nina, il papà era stato morso da uno squalo mentre pescava, le poche cure mediche che Nina gli aveva fornito non erano servite a nulla e dopo alcuni giorni morì. Nina era disperata non riusciva ad immaginare di dover vivere la sua vita da sola su quell'isola deserta.. 

EPISODIO 2

Ed è proprio in quel momento che accadde l'immaginabile, qualche giorno dopo la morte di suo padre Nina sentì arrivare una barca, si nascose dietro le fronde di un albero e osservò la scena: alcuni uomini stavano portando un uomo incatenato sulla spiaggia; dopo avergli dato qualche botta, ridendo lo lasciano lì e se ne ripartono con la loro barca.. Nina era sbalordita, innanzi tutto perché quegli uomini erano i primi uomini che vedeva dopo setti anni sull'isola e soprattutto era inorridita da come quegli uomini avevano malmenato il ragazzo che adesso si trovava sulla spiaggia senza forze. Nina però era diffidente, nonostante la curiosità non uscì dal suo nascondiglio, ma ritornò a casa. Il mattino seguente andando a raccogliere la verdura nell'orto, si accorse che l'uomo non era più sulla spiaggia ma si era creato un rifugio proprio dove iniziava la boscaglia; in quel momento stava mangiando delle bacche, che Nina sapeva essere velenose; dopo poco infatti l'uomo iniziò a contorcersi per il mal di pancia. A quel punto Nina non potè fare a meno di correre dal ragazzo e aiutandolo ad alzarsi lo portò nella sua capanna, gli preparò una zuppa in modo da far andare via i crampi alla pancia. Quando il ragazzo si riprese i due iniziarono a parlare. Il ragazzo si chiamava Omar, era stato portato su quell'isola perché nel paese in cui abitava chi commetteva un reato, dopo giorni e giorni di viaggio in un mare che spesso era attraversato da tempeste, veniva portato su quest'isola dove doveva vivere da solo per cinque anni. Passati i cinque anni ti venivano a riprendere e ti riportavano nel paese; ogni prigioniero poteva scegliere: cinque anni in solitudine o la morte certa, e lui aveva scelto la solitudine.

EPISODIO 3

Nina era sconvolta, non riusciva a capire come potesse esistere un paese in cui le persone fossero trattate così, anche se queste persone erano prigionieri e avevano compiuto dei reati. Per lo più il reato di Omar era stato quello di alimentare una protesta contro questo stato dispotico, un atto da premiare invece che da castigare pensava Nina. Omar non credeva al fatto che non ci fosse alcun modo per uscire dall'isola.. eppure Nina e il papà ci avevano provato per sette anni ogni mattina, ma qualsiasi tentativo li aveva riportati immediatamente sull'isola. Nina allora capì che l'unico modo per uscire da quell'isola era aspettare cinque anni ed aspettare che tornassero a prender Omar. 
Gli anni passano e Nina e Omar ogni mattina si allenano per combattere, il loro piano è quello di sorprenderli, gli uomini si aspetteranno solo Omar pronto per tornare nel paese e invece troveranno anche Nina; insieme Omar e Nina li faranno fuori tutti e salperanno sulla loro barca a motore.
Il giorno arriva e quando gli uomini arrivano sull'isola come da piano Omar e Nina li sorprendono, gli uomini sono cinque, Omar subito riesce ad ucciderne uno, Nina però non riesce a muoversi, continua a pensare che suo papà le ha sempre insegnato a non far male a nessuno, neanche a chi ti vuole fare del male, le ha sempre detto che a far del bene, si riceve solo bene. Si nasconde tra gli alberi e guarda la situazione dall'esterno, da una parte ci sono tre degli uomini che sembrano terrorizzati, e dall'altra parte c'è Omar che combatte con il quarto; nel momento in cui sta per uccidere anche lui, Nina capisce che quei quattro uomini non faranno loro del male, corre da Omar e lo ferma. I quattro uomini non capiscono cosa sta succedendo. Nina allora spiega loro tutto, che sono stati attaccati perché Nina non vuole rimanere da sola sull'isola e l'unico modo per tornare sulla terra ferma è quello di salire su quella barca, ma che lei non vuole far male a nessuno.. Gli uomini si rilassano e le spiegano che anche loro quattro sono prigionieri e che sono lì in quanto scorta del quinto uomo, che è lui il "cattivo" e capo di quella spedizione; Omar però lo aveva subito ucciso. Nonostante la morte di una persona che pensa avrà sempre sulla coscienza, Nina capisce che forse si può salvare senza far morire più nessuno! Tutti e sei salgono sulla barca per tornare al paese di Omar e dei prigionieri. Durante il viaggio Nina capisce di doverli aiutare e decide che una volta arrivati a terra inizierà un movimento contro quel governo così immorale!
COSCIENZA MORALE - STEP#21


Spesso si sente dire di agire secondo coscienza, ma quale coscienza? quella morale! La quale si trova nell'interiorità dell'intelletto umano.

La coscienza è un giudizio della ragione che permette all'uomo di riconoscere la qualità morale dell'atto che ha compiuto o che sta compiendo. Il suo compito è quindi quello di comunicarci il bene da compiere e il male da evitare.

Nell'etica si possono trovare molti campi in cui la coscienza ha una particolare importanza, ad esempio:

etica ambientale, la quale si interroga sull'eticità del nostro modo di approcciarci con ciò che non è uomo.

etica e diritto, i punti di contatto tra etica e diritto sono svariati. Nella storia dell'uomo tuttavia ci sono stati molti casi in cui il diritto non ha seguito la morale, come ad esempio nel caso delle leggi razziali italiane del 1938.

etica della reciprocità, ciascuno ha diritto ad un trattamento giusto il dovere e la responsabilità di assicurare la giustizia agli altri (non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te..)

DOVERI MORALI SECONDO LEOPARDI - STEP#20

"La natura in quanto natura assoluta e primitiva non ci ha dato idea di altri doveri che verso noi stessi, ed ha limitato le norme del giusto ai rapporti che l'animale ha con se stesso. Già verso gli animali d'altra specie non è dubbio che la natura non ha dettato nessuna regola di onestà e di rettitudine, perché l'uomo non prova nessuna ripugnanza nel far male agli altri animali anche senza suo vantaggio  e per mero diletto, come a uccidere una formica.. . E gli altri animali si pascono bene spesso di animali di altra specie l'uomo assolutamente primitivo, non sente ingenitamente nessuna colpa a fare male a' suoi simili per suo vantaggio, come non la sentono gli altri animali, che maltrattano, combattono, e alle volte anche si cibano dei loro simili, ed anche (sento dire) dei propri figli. In quanto però alla figliuoanza è certo che la natura ha dettato alcune leggi, o siano di semplice amore e inclinazione libera, o sieno anche sentimenti di dovere; ma non perpetui; solo fino a un certo tempo è verosimile che non riconoscano affatto i propri figli, massime quegli animali che ogni anno e producono più di uno. e così avverrebbe all'uomo se il figlio arrivato all'età di provvedersi da se, si separasse dai genitori, e questi l'uno dall'altro, come fanno gli animali. Giacché la necessità del concubito prohibire vago, non prova nulla in favore della società, perché anche gli uccelli si fabbricano il talamo espressamente e convivono con legge di matrimonio finché bisogna all'educaz. sufficiente dei prodotti i quel tal matrimonio, e nulla più; e nonper questo hanno società. Nè la detta necessità, riguardo all'uomo, si estende più oltre di questo naturalmente, ma artifizialmente, e a posteriori, cioè posta la società, la quale necessità la perpetuità de' matrimoni, e la distinzione delle famiglie e delle possidenze."

https://books.google.it/books?id=X7HMDwAAQBAJ&pg=PT541&lpg=PT541&dq=zibaldone+rettitudine&source=bl&ots=iQTG6IWhFQ&sig=ACfU3U0u3Fi1kfY5t2GKACATHT3FIZlcBQ&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwi3-cSK9_zpAhUVwcQBHTctDCUQ6AEwAXoECAkQAQ#v=onepage&q=zibaldone%20rettitudine&f=false
UTOPIA E COSCIENZA - STEP#19

Il termine utopia viene usato per indicare società idilliache o ipotetiche, è una sorta di teorizzazione su come si potrebbe organizzare in modo ideale una società, uno stato, una comunità o una parte di essa. 

Il termine utopia deriva dal greco e significa letteralmente nessun-luogo, un luogo che non esiste.

La funzione di un'utopia può essere quella di criticare (costruire un sistema utopico può far vedere come l'organizzazione attuale sia lontana da esso), oppure può essere quella di dare speranza agli uomini, convincendoli che una società migliore è possibile, infine può avere la funzione di guida (ossia fissare come obbiettivo qualcosa di perfetto e ideale per garantire un progresso continuo).

Abbinare una visione utopistica al termine coscienza può essere molto importante! La coscienza infatti è qualcosa che muove ogni giudizio, pone domande all'essere e lo interroga su ciò che è bene e su ciò che è male. 
Se pensiamo ad esempio alla crisi climatica dei nostri tempi, possiamo ben capire che immaginare un futuro in cui città come Venezia saranno sommerse, bellezze come la Grande Barriera Corallina non esisteranno più, animali come gli orsi polari saranno estinti, è quasi impossibile, eppure se non ci muoviamo adesso questo sarà il nostro futuro. 

Ciò che possiamo fare è immaginare un futuro in cui tutto ciò non accadrà e porlo come nostro obbiettivo, cercando di raggiungerlo cominciando nel nostro piccolo; solo così possiamo avere speranza che la crisi climatica si potrà fermare e le nuove generazioni potranno vivere tutto ciò che noi ancora viviamo, e per realizzare una tale utopia c'è bisogno di una grande presa di coscienza da parte di tutti! 



mercoledì 10 giugno 2020

STEP#18


Heidegger fu la prima grande figura dell’esistenzialismo contemporaneo. Venne influenzato da Husserl, al quale dedicò la sua opera Essere e Tempo.

Per Heidegger la morte per l’uomo non è un termine finale, essa è per l’esserci la possibilità più certa, più incondizionata e insuperabile. Soltanto nel riconoscere la possibilità della morte, l’uomo ritrova il suo essere autentico e comprende veramente se stesso. L’angoscia è la situazione emotiva che accompagna la consapevolezza della morte, essa colloca l’uomo davanti al nulla. L’uomo però non deve avere paura della morte, anche perché fuggire di fronte alla morte fa parte dell’esistenza anonima e inautentica. L’uomo che vive la vita autentica deve scegliere di vivere per la morte, deve essere-per-la-morte. Questo però non vuol dire che l’uomo deve cercarla con il suicidio e non deve essere neanche un’attesa, perché anche l’attesa mira alla realizzazione. La morte è la certezza alla quale non possiamo sottrarci ed è anche la possibilità che rende impossibili le altre possibilità. L’uomo farà le stesse cose che faceva prima, ma con una nuova consapevolezza. Colui che vive la vita autentica non se la prende per cose inutili, perché ha sempre in mente l’atto conclusivo. Questo lo libera dall’angoscia, dalla noia e dall’anonimato, ossia dalla vita inautentica. 
La voce delle coscienza: è l’Esserci che comprende la propria nullità:
  1. Nel fatto che l’uomo pur essendo fondamento di se stesso, grazie al progetto non può essere fondamento del proprio fondamento, ossia del proprio essere.
  2. Nel fatto che l’uomo nel progettare determinata possibilità, ne esclude e ne nega altre. Questo coincide con un senso di colpa che spinge l’uomo a decidere per il nulla.

"Un'analisi approfondita della coscienza la rivela come una chiamata. Il chiamare è un modo del discorso. La chiamata della coscienza ha il carattere del richiamo dell'Esserci al suo più proprio poter essere e ciò nel modo del risveglio al suo più proprio essere-in-colpa [...] Alla chiamata della coscienza corrisponde un sentire possibile. La comprensione del richiamo si rivela come un voler-avere-coscienza [...] Inoltre non dobbiamo dimenticare che il discorso, e quindi anche la chiamata, non implicano necessariamente la comunicazione verbale [...]. Quando l'interpretazione quotidiana parla di una 'voce' della coscienza non intende alludere a una comunicazione verbale che, difatti, non ha luogo; Nello sforzo di aprire, proprio della chiamata, c'è un momento di urto, di brusco risveglio. Chi è chiamato, lo è dalla lontananza."

lunedì 8 giugno 2020

STEP#17

A Azione
B Buonsenso
C Comportamento
D Dormiente
E Environment
F Freud
G Giustizia
H Hegel
I Importanza
L Lucidità
M Moralità
N Nazionalismo
O Onirico
P Psiconalisi
Q Quorum
R Ragione
S Sviluppo
T Trascendentale
U Universo
V Verde
Z Zeno
STORIA DI UN CORPO - STEP#16



All'età di 12 anni, il protagonista viene legato ad un albero da altri ragazzi ad un campo scout: in quell'occasione, dopo essersi defecato addosso, decide di superare le proprie paure imparando a conoscere il proprio corpo. Inizia quindi a scrivere un diario, in cui racconta del rapporto col padre malato e con la madre isterica, del modo in cui decide di metter su massa muscolare ispirandosi alle tavole anatomiche del Larousse ma anche delle sue prime esperienze sessuali e sentimentali, il tutto descritto attraverso le sensazioni che il suo corpo prova. Con l'avanzare dell'età, il corpo del protagonista è in decadimento: prima l'acufene a cui riesce ad abituarsi, poi i problemi di digestione e alla prostata, infine gli ultimi giorni di agonia: nessuna sensazione corporea viene esclusa da questo diario.
STEP#15

Ecco alcune frasi in memoria di Donella Meadows, che ancora oggi riecheggiano nella nostra coscienza:




"Prima le persone inizieranno a desiderare una stabilità economica e ambientale che sia anche sostenibile sul lungo termine, migliori sono le possibilità di farcela."

"Quando le si chiedeva se abbiamo abbastanza tempo per prevenire la catastrofe, lei rispondeva sempre che di tempo ne abbiamo esattamente abbastanza, iniziando da adesso."

"Ci saranno sempre dei limiti dello sviluppo. Possono essere auto-imposti, ma se non lo sono, saranno imposti dal sistema. Nessuna entità fisica può crescere per sempre. Se i manager delle aziende, i governi, gli esseri umani non scelgono, e non si impongono i propri limiti, per contenere lo sviluppo all’interno delle capacità dell’ambiente, allora sarà l’ambiente a scegliere di far valere i limiti."

"La risorsa più scarsa non è il petrolio, nè i metalli, l’aria pulita, il capitale, il lavoro o la tecnologia. È la nostra volontà di ascoltarci e di imparare l’uno dall’altro, e di ricercare la verità anzichè cercare di avere ragione"

STEP#14

Black Lives Matter: Torino scende in piazza per George Floyd

Flash Mob in piazza Castello per ricordare l'afroamericano  ucciso dalla polizia il 25 maggio scorso. Presenti oltre 2000 persone che hanno gridato «no al razzismo».

Torino scende in piazza per ricordare George Floyd, l'afroamericano ucciso lo scorso 25 maggio dall'agente della Polizia di Minneapolis, Derek Chauvin. Al grido di «Black Lives Matter» circa 2.000 persone si sono ritrovate in piazza Castello, pur nel rispetto delle regole di distanziamento, rimanendo in silenzio per 8 minuti e 46 secondi, tanto quanto è durata l'agonia del 46enne soffocato dal ginocchio dell'agente Chauvin premuto sul collo. Scopo del flash mob è stato quello di mostrare vicinanza alle proteste scoppiate in America ma anche e soprattutto un’occasione per ribadire con forza l'impegno contro ogni forma di razzismo e di discriminazione.

lunedì 18 maggio 2020

INGEGNERIA E SOSTENIBILITÀ - STEP#13


La costante ricerca di uno sviluppo economico soddisfacente contrasta con il rispetto dell’ambiente: ne derivano problemi sempre maggiori, che non trovano facile soluzione anche a causa dell’esistenza di interessi contrastanti. Inquinamento e degrado ambientale, riduzione delle risorse naturali e accumulo dei rifiuti, aumento della popolazione e crescita urbana disordinata sono le ben note principali categorie di problemi in questione.
Alcune ingegnerie che forniscono strumenti per la gestione di problematiche ambientali sono:

Ingegneria civile: ingegneri impegnati nella progettazione di sistemi di infrastrutture, di cercare nuove soluzioni per uno sviluppo davvero sostenibile. Cercano di sviluppare nuove tecnologie, sistemi di costruzione alternativi usando materiali innovativi.

Ingegneria ambientale: progettazione, pianificazione, realizzazione e gestione di opere e sistemi di rilievo, controllo e monitoraggio dell'ambiente e del territorio.



Ingegneria energetica: progettazione di sistemi e soluzioni per l'uso razionale dell'energia, sia da fonti rinnovabili che non.

venerdì 15 maggio 2020

COSCIENZA NEL PENSIERO MEDIOVALE E MODERNO - STEP#12

BOCCACCIO - IL DECAMERON

Il Decameron racconta la vicenda di dieci giovani che, per sfuggire alla peste del 1348, si ritirano in una villa di campagna, dove trascorrono dieci giornate narrandosi vicendevolmente delle novelle per ingannare piacevolmente il tempo. L' introduzione alla prima giornata si apre con la descrizione dell'epidemia. Ciò che soprattutto colpisce Boccaccio non è solo il numero spaventoso di vittime, quanto il fatto che la peste ha sconvolto il normale assetto sociale e civile della città, facendola piombare nell'anarchia e nel disordine, mentre il timore del contagio induce persino i padri e le madri a "schifare" i loro figli ammalati. Di fronte a questo triste spettacolo e al disgregarsi di una comunità sociale governata da regole e ordine, la risposta dei dieci giovani che si allontanano dalla città è di tipo laico e non religioso, poiché i ragazzi intendono non già sfuggire l'epidemia ma piuttosto ricreare con la loro brigata una piccola società in miniatura retta da regole basate sul decoro, opponendosi in questo modo all'abbrutimento cui devono assistere quotidianamente a Firenze e dimenticando, anche se solo per pochi giorni, la tragedia che ha causato loro anche molti lutti familiari. 

JOHN LOCKE E IL PROBLEMA DELL'IDENTITÀ

Quando parliamo di persona, abbiamo in mente un essere pensante, intelligente che compie molte azioni, delle quali è cosciente. Proprio quest’ultimo è l’elemento fondamentale: la coscienza. Fin dove si estende la consapevolezza delle proprie azioni, fin lì si estende la persona, afferma Locke.
Uomo e persona sono quindi concetti diversi.


La riflessione di Locke ha il merito di aver spostato il problema dell’identità dal campo della metafisica a quello della psicologia. Nello stesso tempo, però, affida del tutto la nostra identità alla coscienza e alla sua continuità nel tempo.

mercoledì 13 maggio 2020

COSCIENZA DI SÈ E DEL PRESENTE - STEP#11

Spesso quando viviamo la storia non ne abbiamo coscienza. 

In questa situazione invece tutti noi siamo consapevoli di come la pandemia avrà grosse conseguenze sul nostro sistema, di come questo periodo sarà ricordato per sempre, a livello economico, sanitario, umanitario..


Inoltre in queste settimane di isolamento, distanziamento sociale molti di noi si sono resi conto che non possono stare lontani e noi tutti ci siamo scoperti diversi da come eravamo qualche settimana fa. C'è chi ha scoperto nuovi hobby, chi è diventato più consapevole delle fortuna che ha, chi ha conosciuto se stesso più di quanto mai avesse fatto.


Siamo stati costretti a fermarci, a vivere con le nostre paure, ansie, c'è chi è stato costretto a condividere tempo e spazio con persone con cui non era abituato, c'è chi è stato allontano dai suoi cari,..


una cosa però è certa, nonostante tutto questo, si può dire che l'essere umano sia in grado di manifestare una coscienza sociale, infatti tutti noi (chi più chi meno) ci siamo adeguati al cambiamento, abbiamo rinunciato anche solo un pò a noi stessi per agevolare gli altri e la comunità.

domenica 10 maggio 2020

U want me 2 kill him - STEP#10
film del 2013, diretto da Andrew Douglas, basato su una storia vera di febbraio 2005

giovedì 7 maggio 2020

STEP#09


L'urlo
Edvard Munch
1893-1910
Olio, tempera, pastello su cartone (91x73,5cm)
Galleria Nazionale, Oslo

lunedì 4 maggio 2020

STEP#08

Il Carmide è un dialogo platonico giovanile o aporetico, che non porta cioè ad una conclusione certa, ed areteico, cioè incentrato sulla virtù (aretè); in questo caso si concentra sulla temperanza, o saggezza. 
Quest'ultima nel mondo greco era intesa come una condizione di salute dell'intelletto, ma non era da reputarsi una saggezza puramente intellettuale: era, piuttosto, l'avere il pieno controllo di sé stessi e delle proprie passioni, cosa possibile a chiunque.
Il dialogo si svolge tra Socrate, Carmide e Crizia, che riportano ognuno una definizione di saggezza. 

Secondo Crizia la saggezza è conoscere se stessi, una scienza di se stessi.

«Ebbene», disse, «io affermo che colui che realizza cose non buone ma cattive non è assennato, mentre è assennato colui che realizza cose buone ma non cattive: infatti il compimento di cose buone io te la definisco chiaramente assennatezza».
«E certo nulla impedisce che tu abbia forse ragione; tuttavia mi fa meraviglia», dissi io, «il fatto che a tuo parere gli uomini che sono assennati ignorano di essere assennati».
«Ma non lo penso», replicò.
«Poco prima non è stato detto da te che nulla vieta che gli artigiani, anche quando fanno le cose degli altri, siano assennati?» «è stato detto, certo», disse, «ma che vuol dire questo?» «Niente; ma dimmi se secondo te un medico, quando guarisce qualcuno, fa qualcosa di utile sia per se stesso sia per colui che guarisce».
«Sì».
«Colui che agisce così non fa forse il suo dovere?» «Sì».
«E colui che fa il suo dovere non è assennato?» «è assennato, certo».
«Non è allora necessario che il medico sappia quando guarisce in modo utile e quando no? E che ogni artigiano sappia quando può trarre profitto dal lavoro che sta facendo e quando no?» «Forse no».
«A volte», dissi io, «dopo aver agito in modo utile o dannoso, il medico non sa egli stesso in che modo abbia agito; eppure, se ha operato in modo utile, secondo il tuo discorso, ha agito in modo assennato. O non è così che dicevi?»
«Sì».
«Dunque, a quel che sembra, se ha operato in modo utile, agisce assennatamente ed è assennato, ma ignora di se stesso che sia assennato?» «In realtà, o Socrate», ribatté, «questo non potrebbe mai avvenire.
Tuttavia se tu pensi, dalle mie precedenti ammissioni, che è inevitabile che ci si accordi su questo, io preferirei ritirare qualcuna di quelle ammissioni, e non mi vergognerei di dire che non ho detto cose esatte, piuttosto di ammettere che un uomo ignori di se stesso che è assennato. Io, per me, infatti, più o meno affermo che assennatezza è proprio questo, conoscere se stessi e sono d'accordo con colui che ha dedicato a Delfi tale iscrizione.


Penso infatti che questa iscrizione sia posta in modo da rappresentare un saluto del dio a chi entra, in luogo del "Salve", perché questa forma di saluto non è giusta, augurare di star bene, e non bisogna farsi questa esortazione gli uni con gli altri, ma augurarsi dì essere assennati. In questo modo dunque il dio rivolge a coloro che entrano nel santuario un saluto differente da quello che usano gli uomini: con questo pensiero fece la dedica colui che la offrì, a mio parere; e dice, a colui che di volta in volta entra nel tempio, nient'altro che "Sii saggio". Certo, parla in una maniera piuttosto enigmatica, come fa un indovino; e infatti "Conosci te stesso" e "Sii saggio" sono la stessa cosa, come indica l'iscrizione e come sostengo anch'io, ma forse qualcuno potrebbe pensarla diversamente, cosa che appunto, a mio avviso, è capitato a coloro che in seguito dedicarono le iscrizioni "Nulla di troppo" e "Garanzia porta guai". Costoro infatti pensarono che "Conosci te stesso" fosse un consiglio, ma non un saluto rivolto dal dio a coloro che entrano; quindi anche loro, per offrire consigli non meno utili, scrissero e dedicarono queste parole. Il fine per cui io dico tutto questo dunque, o Socrate, è il seguente: ti lascio cadere tutto ciò che ho detto prima - in effetti forse su quei punti avevi più ragione tu in qualcosa, forse invece avevo più ragione io, ma nulla di ciò che dicevamo era chiaro -; ora voglio renderti conto di questo, se non ammetti che assennatezza è conoscere se stessi».

http://www.miti3000.it/mito/biblio/platone/carmide.htm



mercoledì 15 aprile 2020

STEP#07

Ho scelto questa poesia perché secondo me riconciliarsi con se stessi è una prima forma di presa di coscienza, di comprensione del nostro io interiore e di salto verso un modo di vivere più sincero.

sabato 11 aprile 2020

STREAM OF CONSCIOUSNESS (STEP#06)




La tecnica narrativa "flusso di coscienza" (in inglese stream of consciousness) deve la sua notorietà a James Joyce che, influenzato dalle pubblicazioni di Freud, nel 1906 pubblica Dubliners (Gente di Dublino), nel quale si fondono realtà e mente, coscienza e inconscio. 

In questi racconti Joyce narra di come tutti gli abitanti di Dublino sono spiritualmente deboli, hanno paura degli altri abitanti e sono in qualche modo schiavi della loro cultura, della loro vita familiare e politica ma soprattutto della loro vita religiosa. In realtà, ciò che Joyce tiene a mostrare non è tanto questa situazione di debolezza, quanto il modo in cui questa si riveli alle vittime di questa paralisi morale (Joyce ne parla come Paralysis). Quindi diventare consapevoli di questa situazione è proprio il punto di svolta di ogni storia: conoscere se stessi è alla base della morale, se non la morale stessa. Per rendere consci della propria situazione Joyce ricorre all'uso dell'epifania  una tecnica in cui un insignificante particolare o un gesto, o perfino una situazione banale portano un personaggio ad una visione spirituale con cui comprende se stesso e ciò che lo circonda.

Questa nuova poetica viene poi amplificata dallo stesso Joyce nella sua più celebre opera, Ulisse. 

Un'altra scrittrice che ha usato questa tecnica è stata Virginia Woolf; mentre in Italia possiamo trovarne un esempio in Italo Svevo. 

SINTESI - STEP#24 Il termine coscienza ( dal latino conscientia ) indica la consapevolezza che il soggetto ha di sé stesso e del mondo est...